stretching
Domenica mattinaMi giro nel letto accompagnata da un mal di testa rhum e pera. La sveglia è suonata: devo essere pronta, sorridente pimpante e simpatica ma evitare di sparare un milione di stronzate derivanti dall’alcol ancora in circolo. Nel lasso di tempo che va dal prendere coscienza sul fatto di essere ancora sveglia o protagonista di un sogno, il cervello comincia a fare stretching con i pensieri aggrovigliati che in ordine sparso cercano di incastrarsi come un puzzle a ricostruire la serata trascorsa. Ed ecco che gli esercizi della memoria cominciano a farsi strada:
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quando ti propongono un sabato alternativo accertarsi bene sul significato di “alternativo”. Le parole possono avere varie accezioni e c’è una notevole differenza tra festa di 20enni ruspanti (e si sa che ho sempre avuto una predisposizione per il genere “pischello”) e una festa dove insieme alla tua amica decidi a quale dei tanti soggetti in serie (panta pinces, camicia cifrata e mocassino) vorresti fare la badante.. e la tua risposta è A NESSUNO!!!
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quando a suddette feste ti rendi conto che l’unica cosa di positivo che riesci a trovare è l’open bar non importa che ti getti sull’havana come su il biglietto vincente del Super-enalotto. Gli effetti derivanti potrebbero essere infatti deleteri per la reputazione che bene o male ti devi portare addosso soprattutto se tra i tanti invitati scorgi faccia nota rappresentata dal tuo compagno di corso in palestra che, va bene che abituato a vederti mentre combatti con crunch e squat.. ma la versione “io ballo da sola.. anzi no.. ballo la con la mia amica” potevi risparmiarla..
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quando sulla strada del ritorno ti comincia a balenare per il cervello malato forse annebbiato da qualche bevuta di troppo di mandare un sms che dovevi assolutamente evitare, inizia a contare. Utilizza tutti i tipi di numeri che conosci: naturali, reali, complessi.. tutti tanto sono infiniti..
E se dopo aver messo in fila il resoconto della serata ti accorgi che la sveglia è ormai suonata da oltre mezz’ora e tu dovresti essere già vestita mentre il mal di testa ti impedisce di riconoscere un jeans da una gonna, ecco, è l’ora di imparare che la domenica mattina mai più e mai poi ti deve passare per la testa l’idea di accettare inviti per pranzi a 100 km di distanza!