eredità
Credo che nemmeno un trapianto di cervello risolverebbe il problema. Il bello è che non lo faccio apposta: mi viene naturale. Ma cominciamo dall’inizio, da quando la mia fidata smartina ha deciso (queste decisioni però andrebbero concordate, non si fanno mica certi scherzi eh no!) di passare a vita nuova. Dopo la disperazione dovuta alle esequie c’è stata la lettura del testamento che, si sa, può riservare agli eredi sorprese dovute a un’incauta gestione patrimoniale. E infatti così è stato: all’atto di acquisto di nuova autovettura la sprovveduta erede si ritrova a fare i conti con alcuni bolli da pagare e non valgono le auto commiserazioni: questa volta il danno è stato fatto. Ma come ogni degna erede decido di farmi carico dei debiti e dei crediti del defunto e con un giramento cosmico comincio a fare i calcoli di quanto dovrò sborsare: il sito dell’ACI mi preannuncia una cifra da capogiro. E io, che avevo deciso di acquistare la mia car proprio per le basse spese di gestione, mi arrabbio con il mondo interro e soprattutto con me stessa per la mia superficialità nella gestione di questo genere di affari. Inizio il risparmio forzato: riduzione di uscite e acquisti d’impulso che mi portano alla depressione cronica da “me tapina” fino a quando questa mattina arrivo al fatidico momento dell’esborso. Rifaccio i calcoli on-line, riguardo i dati della mia auto: tutto torna alla perfezione, o meglio alla quasi perfezione.. leggo la residenza: MASSA CARRARA. Come? Io non sono di Massa. Torno indietro per verificare l’inserimento dei dati. Sembra tutto a posto. Ricontrollo la targa. A un certo punto un dubbio: siamo sicuri che sia proprio la mia targa?? Subito chiamo la mia amica che conosce a menadito le targhe di tutta la città: “tesoro mi dici che targa ho?”. Lei, prima mi dà di matta, poi mi dice la targa: completamente diversa da quella che ho usato per i calcoli! O meglio le sigle iniziali e finali coincidono.. ma i numeri centrali non sono proprio i miei. Subito ricalcolo il costo del bollo: praticamente la metà. Scoppio in una risata a metà tra il sentirmi liberata e il sentirmi cretina. Rifletto ancora un attimo.. ops.. credo di aver venduto al concessionario la mia vecchia auto con una targa che non era la sua!!!!
enigmistica
non amo i cruciverba: preferisco il sudoko anche se devo ammettere che se mi capita di comprare la settimana enigmistica i primi giochi che vado a fare sono quelli che facevo quando avevo sei anni.
non mi pedo dietro a definizioni o rebus: vado a unire i trattini dall’1 al 52 (anche se non ho mai capito perchè dovessero 47 piuttosto che 53 anzichè 55 o 50 o 45…) oppure a colorare gli spazi con il puntino o a trovare la differenze.
forse mi piacciano ancora questi giochi perchè in fondo la vita è un pò così:
- unisci i numeri, le situazioni, unisci oggi al domani in una serie di eventi che sembrano più una dispersione che una curva normale. alla fine compare un quadro: gli eventi che concatenati ma apparentemente lontano ti offrono una visione più netta;
- colora gli spazi della tua vita: il quadro a volte è nero e devi colorare di bianco in un gioco di far apparire una nota di positivo in una serie di spazi neri. è un pò il contrario della settimana enigmistica, è il suo negativo.. ma dai negativi a volte si scelgono le foto;
- cerca le differenze: come dire che se con una piccola differenza la situazione cambia. sembra uguale ma è diversa. a vote la differenza abbelisce: quante volte trovare un fiore un fiore in prato che nella vignetta accanto non c’era mi ha fatto cambiare il quadro di riferimento decidendo di prendere come esempio la situazione con le differenze aggiunte pittosto che quella banalmente rappresentata nella prima fotografia
forse la mia vita è u pò così, forse io sono un pò così, anche se a volte sembro più un rebus..
spie
A dire la verità non avevo mai fatto troppo caso alle spie sul cruscotto della macchina: che ci siano o non ci siano per me è tutta questione di giochi di illuminazione e non sto certo a inventarmi che potrei essere una brava meccanica.. mi sento più portata per altro genere.. che ne so..abiti per esempio.. Per me, riguardo all’auto, è sufficiente sapere che ci sia benzina e che l’assicurazione sia pagata. Tutto il resto è superfluo e non perché non sappia il significato.. semplicemente perché non è una cosa che mi interessa. O almeno non mi interessava fino a qualche giorno fa, fino a quando, a turno, le spie sul cruscotto hanno voluto farmi sapere che esistevano anche loro a dispetto di quello che potevo pensare.
Ed ecco, infatti, che bella bellina, vestita di rosso acceso, con la goccia al naso che sembrava quella del gorgonzola di una vecchia pubblicità (a proposito:chissà che fine ha fatto..), la spia dell’olio ha iniziato a farsi notare. Io, da pura menefreghista (della serie “e che palle.. oggi non ce la faccio ad andare dal meccanico, i soldi spesi sulla macchina tutti al fumo, etc etc”) ho continuato imperterrita la mia marcia, fino a quando un rumorino strano ha cominciato ad emergere dai bassifondi della smartina. E dato che, si menefreghista lo sono, ma proprio idiota fino in fondo ancora, grazie a Dio, non lo sono diventata, prima che sia troppo tardi e di ritrovarmi a recitare il requiem alla mia adorata, mi dirigo in autofficina per una flebo di olio nuovo (dato che siamo anche in stagione.. ma meglio evitare quest’olio per la fett’unta!!). Ed ecco che la mia prode sembra godere di nuova salute.. quasi uscita dalla beauty farm.
Ma mi stavo solo illudendo: domenica sera infatti ecco un’altra spia, a me finora sconosciuta, apparire: questa volta è gialla, quasi itterica e compare proprio mentre sto andando a fare l’aperitivo domenicale.. quasi mi volesse rovinare la serata. Subito accendo la luce interna e supplico la mia amica porgendole il libretto “ti prego dimmi cosa significa, dimmi che non mi devo fermare”.
Lei legge (più o meno) : “Spia controllo elettronico del motore. In condizioni normali si illumina ad accensione inserita e rimane accesa per breve tempo durante l’avviamento. Se la spia rimane accesa contattare il centro Smart più vicino”.
Una spiegazione esaustiva quella del libretto: nemmeno un indizio, che ne so, un indovinello.. niente.. semplicemente “contattare il centro Smart più vicino” perché la domenica sera alle 8 sono tutti ad aspettare me, ovvio.. il libretto serve comunque a rilassarmi: non c’è un ALT FERMATI SUBITO CHE POI SCOPPIA TUTTO.. niente di tutto ciò.
Posso fare tranquillamente il mio aperitivo domenicale, dormirci su e poi contattare il centro più vicino.. ma non avevo messo in conto che dovevo anche tornare a casa prima di dormirci su. Non avevo messo in conto che una volta in autostrada la macchina rispondesse in modo contrario a quello che le comandavo: invece di accelerare diminuiva la velocità, invece di accendersi rimaneva spenta. I 12 km che mi separavano da casa sembravano più il viaggio della speranza piuttosto che il routinario tragitto. Finalmente sotto casa posso spengere il motore e andare a dormire. Ieri mattina, as usually, riprendo la macchina sperando in una scomparsa della spia.. ma nada.. eccola che capeggia con aria insolente, tra le altre spie che si spengono invece dopo pochi secondi, quasi a voler dire: “sono io la regina di questo quadro”.
Io non la considero, non sopporto questo protagonismo, e me ne vado a lavorare noncurante di lei.. ma questa insiste. La vuole vinta. E allora cedo. Oggi è dal dottore: che la spenga quella maledetta.. che io non ce la voglio più!!!!