| Le cene intime di sabato sera di solito sono di donne, ma se nel tris ti trovi un jack beh, non è detto che debba essere necessariamente da scartare. Ci sono serate atipiche che si giocano sul filo della sintonia e che, nonostante il mal di testa che ti porti come francobollo durante tutta la domenica, ti fanno sogghignare compiaciuta della normalità. Ieri sera una serata così, che parte con un aperitivo in tacchi alti e Martini nel bicchiere seduta sul divano della tua amica perché per stare bene non è necessario un gran contorno, tappezzeria da locali cittadini che riempie di sorrisi vuoti gli spazi affollati di luoghi troppo pieni. Ti basta metterti seduta e roteare tra le mani il tuo bicchiere e lasciare andare i tuoi pensieri rivolta a chi ti sa ascoltare,a chi non trova folle che ti trucchi per stare in casa solo perché hai bisogno di sentirti bella per te stessa, a chi non ti giudica perché quelle scarpe poi le togli per sederti sul tappeto e giocare con un cane, a chi volentieri ride per prendersi in giro. Serata che continua con una cena a quattro, ma senza giochi di coppie che di uomo ce n’è uno solo, dove nessuno ha bisogno di recitare parti (che alla fine siamo d’accordo che “sono me stessa fino in fondo” – e l’ho sempre pensato – ma solo pochi davvero coraggiosissimi riescono ad esserlo sempre in ogni luogo e circostanza) perché ci conosciamo e quello che vogliamo è solo condividere momenti. Per accorgerti che non c’è poi tanta differenza tra il mio universo di donna e quello di uomo che mi sta di fronte: in fondo ci sono una serie di costanti che ci accomunano e che ci rendono per questo vulnerabili. In fondo ti rendi conto che non sei la sola, tu e le tue amiche, ad avere voglia di semplicità: semplicità di rapporti.. e la cosa ti rallegra ma da un lato ti rattrista perché vorresti buttare giù un po’ di maschere e riuscire a vedere, tra quelli che conosci a menadito, qualche volto nuovo.. |
Novembre 4, 2007. pensieri. .