angelo mio..
Eravamo io e lei questa mattina, come ormai capita solo poche volte all’anno, come il nostro Natale personale per incontrarci e parlarle. Quando ero piccola mia madre mi portava da lei ogni domenica. Da lei che non aveva avuto la gioia di crescere. Io l’ho sempre immaginata, dal ricordo che mio padre portava con se: “aveva riccioli neri. L’unica con i ricci tra i miei figli”. E io la vedevo così: un angelo con le ali e i riccioli neri. E immaginavo come sarebbe potuta essere. Immaginavo, quel tempo, che lei mi avrebbe fatto conoscere gli amici più grandi, che mi avrebbe insegnato ad andare in motorino e che ci saremmo coperte a vicenda. Questa mattina l’ho immaginata donna: avrebbe avuto 31 anni e sarebbe stata bellissima, con i suoi lunghi ricci neri. Mentre guardavo l’angioletto con cui l’ho sempre identificata ho avuto nostalgia di quella sorella che avrei tanto voluto conoscere..