il corpo umano..

Ascoltare e sapersi ascoltare. riuscire a capire i segnali dall’interno e premere il freno per evitare un’inchiodata che lascia il segno. io, a dire la verità, ci avevo provato: venerdì sera, da brava e coscienziosa ragazza, dopo una cena con mamma e babbo, dove per dessert veniva servito l’ennesimo sufflè di “dolcezza per favore vedi di mettere in sesto la tua vita sregolata e datti una calmata”, onde evitare di bere un ammazza caffè un po’ troppo amaro (che gli amari sono buoni lucani.. che in Toscana si sa far bene solo il vin santo) opto per una sana e rilassante dormita, deliziata da musica e da qualche pagina di libro, dopo una settimana di vizi e stravizi. Gli occhi non tardano a chiudersi e il sonno, benché disturbato da sogni un po’ poco politically correct, si protrae oltre le 8 ore da manuale. Appena apro gli occhi, la sensazione di gonfiore che sento diffusa su tutto il viso mi sembra solo lo scontato epilogo di troppo sonno tutto insieme, visto che negli ultimi tempi la mia media si era radicalmente abbassata alle 5/6 ore.. ma è lo specchio a rivelarmi la verità mostrandomi il riflesso di una rana che vagamente mi somiglia: gli occhi sono quasi chiusi, le palpebre ricalcano la peggiore iniezione di botox mai riuscita e le shopping che mi ritrovo sotto gli occhi, potrebbero essere davvero lo spunto per un nuovo modello da proporre sul mercato per le fashion addict di avanguardia. Indosso al volo le mie lenti a contatto (mai che la miopia distorca l’effettivo stato delle cose rimandandomi un’immagine falsata) e noto che invece è ricomparsa: manifestazione allergica simile a così detto edema di quincke (o qualcosa del genere..) come disse il mio medico la prima volta che mi trovai un’estranea che si rifletteva nello specchio. Subito ingurgito antistaminico e attendo fiduciosa la regressione del quel gonfiore che fa molto Moncler su tutta la faccia. Mentre aspetto che l’antistaminico faccia effetto, rifletto su cosa possa essere stata, questa volta, la casa di questa manifestazione allergica un po’ troppo evidente.. a dire il vero l’elenco di sregolatezze che metto insieme è un po’ troppo lungo per poter attribuire il tutto a una sola causa.. l’unica cosa che mi seria a cui posso dare una colpa reale è al sufflè servito dai miei.. forse proprio tutti i torti non li hanno.. e se non mi do una calmata da sola, ci pensano i misteri del corpo umano a mettere il freno per me..

Ottobre 21, 2007. Uncategorized. 6 commenti.