past-present-future

Mia madre continua a ripetermi che vivo troppo senza pensare al futuro. Non posso certo darle torto tuttavia non ritengo sia un errore.. anzi. Oggi per esempio mi parlava di una conscente “pensa ha sempre pensato a quello che avrebbe potuto fare.. si è sempre lamentata di aver passato la sua vita tra quattro mura.. e adesso che potrebbe.. beh.. continua a stare tra le quattro mura sognando quello che potrebbe fare fuori..”. a queste parole, cogliendo la palla al balzo, le rispondo “cara mammina, quando ti dico che è bene agire al momento e non aspettare il tempo che non verrà..”. ho imparato sulla mia pelle a vivere il presente, a non rimandare a domani. Se c’è qualcosa di cui sono mi sono pentita del mio passato è quel che non ho fatto al momento. A volte agisco e non penso alle conseguenze.. semplicemente vivo.. spesso sbagliando e pagando domani gli errori di oggi.. ma va bene così perché non esiste mare senza onde..

Agosto 31, 2007. pensieri. 6 commenti.

previsioni per il futuro

dopo essere riuscita a stendere tutti ai suoi piedi, l’azienda americana Crocs è pronta a lanciare una linea di abbigliamento.

la domanda sorge spontanea.. nel futuro saremo così??

Agosto 31, 2007. Senza categoria. 4 commenti.

dalla valigia (3)

“Sul letto c’era un copriletto azzurro e quell’azzurro si apriva davanti agli occhi di Grady come un cielo privo di profondità. Tutto le sembrava sconosciuto, avrebbe giurato di non averlo mai visto prima quel letto: strani laghi di luce increspavano la distesa di seta, i cuscini sprimacciati erano montagne inesplorate. Non aveva mai paura quando lo facevano in auto o nelle macchie d’alberi che andavano a scovare lungo il fiume: ma il letto con quei laghi, i cieli e le montagne le sembrava così impressionante e serio da essere terrorizzata..” Incontro d’estate

Truman Capote  

Agosto 30, 2007. parole. 4 commenti.

numero privato

Guardo il cellulare e trovo la chiamata persa della S. Mi affretto a richiamarla ma è lei che questa volta non sente il telefono. Dopo qualche minuto un nuovo squillo “numero privato”. Penso sia lei che mi chiama dall’ufficio e rispondo così pimpante che mi si vede sorridere dall’altro capo della cornetta. Ma quando sento una voce maschile invece di quella tanto familiare della mia amica mi maledico perché so che ai “numeri privati” non si deve rispondere MAI perché c’è sempre qualcosa sotto.. e infatti era il tipo piscina-aperitivo-aspettachetirichiamo..

Dopo l’aperitivo di lunedì in mezzo alle colline, lontano da occhi indiscreti (sia mai che mi becchi qualcuno che non vorrei..) dove mi sembrava di stare con un giornalista che mi intervistava dato che ogni mia era seguita a ruota da una raffica di domande (e va bene che io non so stare zitta nemmeno se mi tappano la bocca con il nastro isolante ma che senso ha in una conversazione sentirsi in continuazione dire “mamma come sei ganza”.. -che poi nemmeno lo credo.. -senza avere nessuno scambio di opinioni??). Fatto è che durante quell’ora di aperitivo l’unica cosa che desideravo era aprire la mia smart e fuggire per prendere una boccata di aria fresca che mi liberasse da quella situazione così asfissiante. Anche per la S stesso copione. Tanto che appena salite in macchina mi chiama per dirmi che ha bisogno di una bombola di ossigeno che le faccia riprendere contatto con la realtà. Eppure sembravano tanto simpatici.. si.. simpatici.. tanto da farmi pensare “che ci stai a fare con questo??” “e se ci prova, qual è il modo più gentile per dire NO GRAZIE?” “ e ti ci immagini a letto con questo??”. Avevo già le vampate.. che si sono sbollite solo con i saluti.. Ieri, tranquilla come la superficie di un lago quando non tira vento, trascorro la mia giornata senza sentirlo e quasi mi metto l’anima in pace pensando che avesse in qualche modo capito l’antifona.. ma come avviene nella maggior parte delle comunicazioni, il mio messaggio deve essere passato distorto: eccolo infatti oggi con la sua telefonata. Ormai ho risposto e devo conversare: tiro fuori dal cilindro gli argomenti più banali (così non mi sento dire “come sei interessante” con un tono mieloso da asportazione completa del dente per la carie fulminante.. come fa ad essere interessante una che ti parla del tempo e della temperata dell’asfalto alle 2 del pomeriggio???) ma lui porta il discorso su quello che faccio stasera e nelle prossime sere. La mia agenda diventa improvvisamente fittissima: non ho tempo nemmeno per respirare da oggi alla prossima settimana.. gli dico che ci saremmo sentiti prossimamente. E lui con aria supplichevole “ma la prossima volta non facciamo solo l’aperitivo vero? Staremo insieme tutta la sera”.. si come due piccioncini innamorati a tubare sul ramo più alto di un albero ancora in fiore, gli volevo dire.. ma ho abilmente cambiato argomento dicendo che c’era la municipale e dovevo attaccare.. subito chiamo la S: “ma cosa ho fatto di male??”.. di male non ho fatto proprio niente.. o forse come di la C. dovrei evitare di fornire i miei recapiti a chi non me ne può fregare di meno.. ma è così brutto pensare di dover conversare solo per interesse..

Agosto 30, 2007. conquiste. 11 commenti.

il pieno, grazie..

Con il serbatoio completamente vuoto da non avere nemmeno una goccia per piangere, arrivo dal benzinaio che è ancora in ferie. In 5 secondi faccio benzina: striscio la carta (per la gioia del mio conto corrente sull’orlo dell’anoressia), seleziono l’importo, riempio e il serbatoio e faccio per andarmene quando un ragazzo su un camion, in tuta da lavoro, si avvicina. “Scusa ma tu sai fare benzina al self service con la carta?” Certo che la so fare.. mica ci vuole la scienza infusa.. Nonostante il ritardo sulla mia tabella di marcia, mossa a compassione, divento benzinaia provetta. Con la mia gonna a fiori un po’ svolazzante, zoccoli e top (dato che oggi mi sentivo molto femmina… ma se questo è l’effetto che fanno le donne con la gonna..) prendo in pugno la situazione e mi metto a dare istruzioni al ragazzo con il camion.

  1.  passo: “inserire la carta e digitare il pin”
  2. passo: “ selezionare la pompa”
  3. passo “rifornirsi”

Niente di più semplice.. almeno sulla carta..

Subito dopo il primo step e mentre stavo per andarmene, dato che la mia buona azione quotidiana era stata fatta, mi sento chiamare: “scusa.. ma devo premere ENTER secondo te?” Ora dico.. se sul display trovi scritto “premere enter” ci sarà un motivo o no?? non è che è un orpello o che fa figo: è la procedura per andare avanti. Mi avvicino alla torretta per il rifornimento e premo enter per lui. Torno verso la mia macchina e di nuovo “scusa.. mi è rimasta incastrata la carta..” sempre mossa a compassione e con le lancette dell’orologio che continuavano a correre prendo le pinzette per le sopracciglia e vado a togliere la carta incastrata. Ritento nuovamente di salire in macchina quando di nuovo il ragazzo: “scusa ma secondo te me la fornisce la ricevuta?”. Mi avvicino al display dove a caratteri cubitali c’è scritto “premere il tasto per la ricevuta”. Avrei voluto dirgli “tesoro…sveglia!!!!” ma con tanta santa pazienza ho premuto il tasto e gli ho consegnato la ricevuta. Prima che mi chiedesse di lavargli anche il vetro, e visto che ero già in ritardo, ho messo in moto e sono corsa la lavoro. Ora io dico: o capitano tutte a me della serie devo avere un led fluorescente che mi fa riconoscere da lontano oppure non ci sono davvero più uomini di una volta.. e dire che un tempo erano i camionisti che si fermavano a dare una mano dal benzinaio alla “fanciulla” in difficoltà..

Agosto 30, 2007. conquiste. 46 commenti.

dalla valigia (2)

“tutti dentro abbiamo elementi necessari per produrre fosforo.. benchè nasciamo con una scatola di cerini dentro di noi non possiamo accenderli da soli, abbiamo bisogno di ossigeno e dell’aiuto di una candela. solo che in questo caso l’ossigeno deve provenire, per esempio, dal fiato della persona amata; la candela può essere un tipo qualsiasi di cibo, di musica, di amore, di parola o di suono che ci faccia scattare il detonatore e accendere in tal modo uno dei fiammiferi. per un momento ci sentiremo abbagliati di intensa emozione. si produrrà dentro di noi un piacevole calore che con il passare del tempo si andrà perdendo, lentamente, finchè non sopraggiungerà una nuova esplosione a ravvivarlo. ogni individuo deve scoprire quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poichè è la combustione che si produce quando uno di questi si accende a nutrire di energia l’anima.”

Dolce come il cioccolato – Laura Esquivel

Agosto 28, 2007. Senza categoria. 3 commenti.

dalla valigia (1)

“Scrivere per non dimenticare, perché il tempo non faccia svanire le cose, perché tutto resti intatto. C’è bisogno di scrivere? Non lo so. Sono giorni velati di nebbia, di maree e di costellazioni e tu sei indecisa e sospesa da qualche parte. Chi sei straniero? Domenica mi è toccato riconoscerti. So che vieni da molto lontano, ma prima, molto prima il tuo corpo era nelle mie mani, la mia pelle sulla tua, le mie dita e le mie labbra avevano accarezzato i tuoi rilievi e la tua saliva era entrata nella mia gola secca..

..sono una pelle tiepida e con una storia. Una goccia che si divide e una membrana che si lacera. Sono la sensazione di qualcosa chi mi entra dentro e sale, sale fino al petto, proprio nello spazio tra i miei seni e poi scoppia. Paff.. oggi ho sentito.. cosa? una mutazione, un cambio di stato, come se la mia risata fosse quella del mondo. È una cascata, un flusso violento, un qualcosa di tremendamente bello. È raggiungere il vuoto, l’asfissia, le vertigini, il punto in cui divento incorporea. Incorporea, che parola, senza peso e terribilmente felice. Coloro il mondo di rosa e ho una gran voglia di ridere, ridere a crepapelle”

La viaggiatrice

Carla Suarez

Agosto 28, 2007. Senza categoria. 1 commento.

non si può…

Eccomi di nuovo a far casino.. lo sapevo che tornando a casa ne avrei combinata una delle mie. Ma addirittura il bis è troppo. E invece ho voluto sfidare le leggi della gravità. Come se volessi trovare l’eccezione che conferma la regola e invece queste regole non hanno eccezioni. Ecco i fatti agli atti..

Fatto n° 1. Matrimonio della mia amica. Conosco un tipo simpaticissimo con cui rido e scherzo tutta la sera. ci rivediamo in giro prima delle vacanze. Ci scambiamo i telefoni così se capita ci facciamo una bevuta e due chiacchiere. Inizia così la serie dei suoi messaggi, scherzosi e a volte irriverenti, mai troppo allusivi, ai quali rispondo sempre per le rime. Mi chiama anche un paio di volte, in un paio di situazioni in cui mi prende per matta (della serie lezione pratica di acquisto sigarette al distributore automatico con tanto di codice fiscale che non viene letto semplicemente perché avevo inserito la carta di credito..). si ride e si scherza e per me è finita lì.. si per me.. perché nei suoi messaggi successivi ci leggo tra le righe un paio di inviti che tergiversando faccio finta di non vedere.. oggi nuova serie di e-mail e proposta più esplicita di un mojito in compagnia.. e io che faccio???? Aiuto..

Fatto n° 2. pomeriggio in piscina con la mia amica S. dato che durante i giorni passati in Maremma il tempo non è stato dei migliori, decidiamo di prendere un po’ di sole in collina. Piscina semi-deserta. Noi due, qualche famiglia e tre ragazzi sdraiati vicino a noi che si presentano in tutta tranquillità e ci fanno passare una giornata in divertente spensieratezza. Noi, finte ingenue che credono ancora nelle favole, alla loro richiesta di rivederci rispondiamo con un “perché no?”. in fondo sono ragazzi simpaticissimi, piacevole compagnia e mica possiamo sempre essere prevenute.. fatto è che tempo zero ci hanno già invitato ad per un aperitivo.. oggi il tipo mi chiama per fissare l’orario e scopro che in testa ha già in mente cena e dopo cena. Metto subito le mani avanti: I’m sorry.. ho già un impegno per cena. Facciamoci questo aperitivo in periferia.. ma dopo ognuno a casa propria, sia ben chiaro.. Morale della favola: devo imparare che NON SI PUO’ essere amici di tutti.. perché poi vai a spiegare che l’aperitivo e una bevuta te la fai per farti due risate ma che per il dopocena avevi altri programmi..

Agosto 28, 2007. Senza categoria. 7 commenti.

come in un film..

A volte ci sono degli episodi della nostra vita così dannatamente normali eppure così surreali da farti quasi sembrare di stare dentro un film.. prendi due come noi, io e la B, che come degna conclusione delle nostre vacanze all’insegna del relax e della depurazione da tutto ciò che “non ne vale la pena”, decidiamo di trascorrere gli ultimi giorni prima del rientro immerse tra il verde della campagna e l’azzurro del mare dell’alta Maremma. La maggior parte delle persone a cui narriamo entusiaste i nostri programmi ci guarda come aliene “in Maremma??? Ma cosa ci andate a fare???”. In effetti non si tratta certo di una location dove la movida la fa da padrona e anche le prospettive di incontri galanti, se si esclude qualche pastore e qualche fattore, diventano nulle o quasi. Ma a noi non interessa: obiettivo fare il pieno di energie per affrontare al meglio la stagione prossima ventura (e visto tutto quello che mi aspetta e che mi si prospetta è bene avere un serbatoio di energie pari alla gobba di un cammello…). Partiamo quindi alla volta del nostro we, non curanti di un diluvio universale che imperversa su tutta la Toscana e che già dopo i primi chilometri ci fa desiderare di avere un natante anziché un’autovettura. Ma noi non ci facciamo caso. Proseguiamo sulla nostra strada, impiegando un tempo pari al doppio del necessario prima di giungere a destinazione. Durante il tragitto chiacchieriamo della vita sulle note di Patty Pravo (chissà perché ci è preso questo momento revival..) e della pioggia che continua a danzare sul parabrezza. Sembra la scena di un film e lo sembra ancora di più quando raggiungiamo il B&B che avevamo prenotato per la notte e che si trovava in un paesino arroccato su un cucuzzolo all’interno della campagna. E’ un casolare in tipico stile maremmano, finemente ristrutturato e davvero bello nel suo genere: il tipico posticino da innamorati, quello che ti fa diventare gli occhi a forma di cuore appena lo vedi e che ti fa desiderare solo di stare chiuso in camera per tutta la vacanza. Appena apriamo la porta siamo accolte dalla faccia sconcertata di un ragazzo sui 25 anni e di di due donne che stavano riordinando la stanza. Il ragazzo ci guarda stupito e nel momento in cui mi presento capisco subito che ci ha scambiato per una coppia gay. Il gioco degli equivoci continua quando io proseguo con un mio monologo su quanto tempo ci abbiamo  messo per raggiungere il posto e su quanto desideriamo stenderci un po’ sul letto prima di ripartire. La B nel frattempo ride divertita. Dopo aver sistemato i bagagli riprendiamo la macchina alla volta di Bolgheri dove come due sprovvedute affamate ci dirigiamo in un alimentari e ordiniamo pane&prosciutto&vino.. ma solo dopo  che tutto è pronto ci rendiamo conto di non avere una contanti.. Alla nostra richiesta di poter pagare un  panino con il bancomat in un negozio dove nemmeno c’era il pos veniamo prese per matte. La soluzione più ovvia è lasciare la B con i panini e correre alla ricerca della banca più vicina per poter prelevare.. il nostro film dell’assurdo sembra non finire.. dopo una serata trascorsa bevendo vino mi ricordo che devo continuare la profilassi antimalarica: passo una notte in preda ai peggiori incubi e quando la mattina scendo a fare colazione e trovo la buffa signora cicciottella con un grande grembiule annodato sul davanti che parla da sola con gli animali come se fosse S. Francesco dei nostri giorni penso di stare ancora sognando oppure semplicemente vivendo una nuova scena del film.. un nuovo personaggio entra nel copione durante il pomeriggio: un signore a bordo di un’apecar si ferma in mezzo alla strada dove stavamo camminando, scende furioso e con aria minacciosa si avvicina a noi “eravate voi che vi siete messe a urlare quando vi ho tagliato la strada??”.  io e la B ci guardiamo sbigottite e cerchiamo dietro di noi registra e cameramen.. che forse si era posizionato nella piazza dove prendiamo un aperitivo insieme ai personaggi emblematici del paese.. ci divertiamo di fronte a queste scene di normale quotidianità.. eppure così diversa da quella che vivo tutti i giorni, ma così genuina e bella da vedere. E’ la vita che è ricca di scene da film, scene in cui sei protagonista o semplicemente comparsa, scene che poi ricorderai con un sorriso e che ti faranno pensare “ma cosa avranno risposto i gatti alla signora??” 

Agosto 27, 2007. Senza categoria. 7 commenti.

jambo

Sono pochi giorni che sono tornata, ma la mia mente continua a correre lì: Zanzibar – Africa. non ricordo come la immaginavo prima di partire, ma adesso è indelebile il ricordo di com’è e di quello che mi ha dato.

E’ difficile descrivere le sensazioni che ho provato, forse sono paragonabili a quelle che provavo da bambina nella notte di Natale quando il buffo signore panciuto lasciava sotto l’albero il regalo desiderato.

appena scesa dall’aereo mi sono trovata catapultata su quello che mi sembra un set di un film dai colori meravigliosi.. ci ho messo un pò a capire che si trattava della realtà: le foreste di palme e di alberi di banano, le case di fango con i tetti di paglia, l’odore della terra e i sorrisi di bambini che che ti gridavano “jambo”, di uomini e donne che schivi ti salutavano.

mi sono innamorata cara Africa, anche se ti ho vissuto per poco e su un’isola felice, mi sono innamorata deglui sguardi di chi ti osserva veramente, della gioia e della tenerezza dei tuoi abitanti, delle tue contraddizioni, del tuo calore.

mi sono innamorata delle tue strade e dei tuoi villaggi, della tua musica e dei tuoi abitanti.

mi manchi già cara Zanzibar..e non per il tuo mare ma per l’amore che sai dare..

Agosto 22, 2007. Senza categoria. 5 commenti.

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