..pallino fisso..

Tulipesshangrila11 ti viene a prendere portandoti un fiore

Ykusamalemonsquash1 poi ti invita a bere un drink..

Pumpkin_pillow ..la volta dopo mangiate qualcosa insieme..

Ykusama_hiheel_31 ..alla fine vi togliete scarpe e abiti..

Bed_dots_obsession ..e finite a letto..

yayoi kusama

Febbraio 28, 2007. Senza categoria. 5 commenti.

il cielo

In serate come questa potrei stare ferma per ore a guardare l’infinito. L’aria è tersa, la temperatura  è fresca, il cielo è limpido e mi appare nella sua magnificenza. Non sono brava con le costellazioni, mi limito a quelle facili, 5 o 6 al massimo.. mi perdo invece tra le stelle luminose. Lasciando andare i miei pensieri oppure non pensando nemmeno… Io, l’aria, la luna e le stelle.. io immersa in me. Non ho bisogno di parole, non ho bisogno di niente ..mi basto, in compagnia del cielo..

Febbraio 27, 2007. Senza categoria. 5 commenti.

surprise

mi collego al sito della banca titubante come ogni fine mese (il mio problema è che non mi ricordo di come, dove, quando, quanto spendo..). ho già selezionato il 118 sul mio telefono (in caso di attacco cardiaco derivante da un RED fisso sul saldo totale). e invece surprise: questo mese sto benone con le finanze!!!!! che mi stia redimendo a "donnina giudiziosa"??

Febbraio 27, 2007. Senza categoria. 7 commenti.

basta!

Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro Lavoro

Febbraio 27, 2007. Senza categoria. 2 commenti.

chic & kitch

Sono le feste più chic ed esclusive che alla fine rivelano la vera natura delle persone.. sabato sera io e la T eravamo invitate a una festa “fashionissima” (così ci era stata presentata e a dire la verità poteva avere tutti i requisiti per esserlo..tranne che per qualche piccolo particolare ..) che come location aveva una concessionaria di una nota casa automobilistica nei dintorni di Firenze: serata elegante dove le donne sfoggiavano abiti e gioielli degni di una copertina di Vogue e dove gli uomini sfoggiavano donne bellissime degne di una copertina di Playboy. All’ingresso la mia attenzione viene colta da una coppia formata da un distinto signore avanti l’età accompagnato da una bella fanciulla che sembrava uscita dal castello di Schönbrunn (il suo abito bustier con gonna a ruota corredata da un sottogonna di tulle faceva molto principessa Sissi..), poco distanti due ragazze inguainate in abiti di rete metallica che invece facevano molto 20.000 leghe sotto i mari ma il cui malcelato scopo era forse quello di adescare all’interno della rete qualche bel grosso pesce. Proseguiamo la serata tra champagne, caviale e sushi cercando di entrare nello spirito della festa.. dopo l’ennesimo refill di champagne ci ritroviamo ad assistere alla performance danzereccia del proprietario della concessionaria che, smessi gli abiti dell’uomo d’affari e tolta la candida camicia dai pantaloni  sventolando un tovagliolo in aria in maniera intermittente, sembrava affetto dal cosiddetto ballo di San Vito. Nel frattempo sul palco, dove fino a poco prima vi era stata un’esibizione di body painting, si svolgeva l’esibizione di un ometto alto poco più di 1,65 metri e largo poco meno di 165 cm che, presa sotto la sua ala protettiva una pupa tutta curve sosia della "fu" Anne Nicole Smith e indossando con tutta disinvoltura una cravatta annodata in testa, faceva fare movimenti ondulatori al suo bacino che facevano venire il mal di mare. Anche lui, come auspicava a tutti il mitico Andy, è riuscito ad ottenere i suoi 15 minuti di celebrità..mi sono goduta questo spettacolino, più kitch che chic, pensando che con i soldi non si compra tutto…

Febbraio 26, 2007. Senza categoria. 5 commenti.

anno dopo anno

Passano gli anni e.. tu sei  vicino a me. Da quando uscivamo in “piazza” e  io passavo a  prenderti con il mio scooter facendoti salire dietro di me (lanci la prima pietra chi non l’ha mai fatto..) ed evitando che ci “beccassero” mentre commettevano le infrazioni. Ai primi tempi dell’università quando ci vedevamo solo in biblioteca. A quando mi sono fidanzata con “giuda” e mi chiedevi se ero davvero felice guardandomi con gli occhi di chi vede più lontano di me. Non ci vediamo molto. Non ci vediamo spesso. Ma siamo unite da un affetto indissolubile, che supera il tempo e anche lo spazio. Che supera i pensieri e le situazioni. E stasera che siamo state insieme è bastato poco per ritornare sulla scia di sempre. Quando mi hai detto “Just vedo che stai bene” sapevo che non mentivi. E tu lo sai che non mentivo. Quando ti ho detto l’unica cosa che mi fa star male adesso, tu mi hai detto “non disperare”. Quando ti ho detto che se trovo da trasferirmi niente cambierà tra noi, tu mi hai detto solo “trova la tua strada, perché è quel che sei e quel che vuoi”. È difficile lo so trovare la strada. Io spero di passare il casello. Ho messo in conto qualche mese. Ma so dove voglio andare e cosa voglio fare. E so che tu, come le mie altre amiche di sempre e da sempre sarete con me. Quando mi hai detto che tu invece  stai cercando casa con G io ho pianto di gioia per te.perché è quello che vuoi e che ti renda e felice. E se anche non fosse così, non disperare. Perché tutto passa. Tutto scorre. Tutto un momento è a portata di mano e il momento dopo non c’è più, ma ci siamo noi. Il nostro bene. L’affetto che ci lega. Da quando eravamo bambine ad ora che bambine non lo siamo più. Non ho più il mio scooter, non c’è più la piazza. Ma per te c’è sempre un  posto insieme a me.

Febbraio 26, 2007. Senza categoria. 10 commenti.

festa?

Sono un’amante di feste e festeggiamenti (ad esclusione delle feste di carnevale che proprio non mi piacciono.. se mi travesto lo faccio nell’intimità..). Si può festeggiare in 2 o in 100 persone, con cene, aperitivi o ricevimenti, si può festeggiare in casa al ritorno dal lavoro, per un successo o una telefonata. Si può festeggiare senza motivo. L’essenziale è la voglia di festeggiare: perché è proprio il significato della parola che lo impone, “dimostrazione di allegria e gioia”, e se mancano questi ingredienti non è più festa.

Lo scorso venerdì ci siamo trovate in 8 donne (nemmeno fosse l’8 Marzo) a festeggiare i 29 anni di una G triste e poco spumeggiante (unica giustificata, anche se festeggiata, ad essere un po’ malinconica: deve sempre ammortizzare la fine della sua storia, conclusa, per giunta, per San Valentino). Una cena dove allegria ed entusiasmo mancavano, dove il bere mezzo bicchiere di troppo poteva valerti sguardi e commenti (ma io ci ho bevuto sopra..). Non ricordavo di aver mai partecipato a una cena di compleanno così triste, con tanto di discussione finale sul far pagare o meno la festeggiata. Dopo la cena, l’”allegra” brigata si sposta in un locale sui colli pistoiesi: il cantante, che suona dal vivo, inizia la serata sulle note di “Azzurro” e pretende il coinvolgimento della sala, nell’esibizione si diletta anche in un’imitazione (di scarso successo) del molleggiato. Non posso fare a meno di osservare la sala che segue entusiasta le note..Finita la canzone, il solito cantante, che si sente il super macho della situazione, saluta il pubblico imitando Mike Bongiorno e mettendo insieme 5/6 parole che ricordo essere state “buonasera a tutti e allegriaaaaaaaaaaaaa..la mia serata è cominciata con due caipiroske della signora longari..allegriaaaaaaaaaaa..compra una vocale per la prossima canzona”. Io e l’A ci guardiamo negli occhi e scoppiamo in una fragorosa risata, mal interpretata dai nostri vicini di tavolo che invece sembrano entusiasti delle doti da “corrida” dello pseudo-cantante-imitatore-attore. Io invece penso che nella sua testa avrebbe solo voluto essere protagonista di “Amici”. La serata prosegue con le sue esibizioni di canzoni revival anni ’70 corredate di trenino. Io e la A cerchiamo in qualche modo di far buon viso a cattivo posto: cerchiamo di ballare, ma lo spazio vitale riservato a ciascuno di noi corrispondeva alla superficie della propria pianta dei piedi. Tra movimenti e deambulazione impossibili, mi ritrovo attaccata alle costole un energumeno alto tre metri e largo due, che mi sussurra con il “savoir fare” di un elefante “oh bella come ti chiami?”. La A, che cerca di ballare di fronte a me, non si trattiene dal ridere. La S invece non riesce più a stare in quel posto. Il resto della “ciurma” che era triste in partenza,  non prova nemmeno a divertirsi. Decidiamo di togliere le tende e andarcene da quel posto. La festa è finita.. gli amici se vanno.. anche se venerdì la festa non è nemmeno cominciata..

Febbraio 25, 2007. Senza categoria. 3 commenti.

scrivere

Adoro scrivere: lo faccio da sempre, da quando mi hanno insegnato a sillabare. Ho quaderni pieni che ancora conservo, ho diari “segreti” che chissà quante volte mia madre li avrà letti, ho la moleskine sempre in borsa pronta all’uso, ho il mio blog su cui scrivo la notte, il giorno, la sera o al mattino. I pensieri che diventano parole, le serate che trascorro che diventano un racconto.

E poi amo leggere: leggere quello che ho scritto. Per riflettere e pensare, per capire quel che ho dentro, per trovare la mia strada.

Quando scrivo e soprattutto quando mi leggo mi rendo conto di peccare di superficialità, di mettere in evidenza il mio lato egocentrico, di sembrare “la fenomena” che nelle situazioni sa sempre come comportarsi e come fare, quella con il sorriso stampato sulla faccia.

Non sono solo così: un tempo piangevo, adesso ho imparato a non farlo più, volte ho addirittura paura di non riuscire più a farlo; un tempo soffrivo, adesso cerco di limitare le situazioni che mi possano dare sofferenza vivendo le situazioni con più leggerezza: un tempo amavo, adesso avrei voglia di ricominciare a farlo, anche se questo potrebbe portare pianti e sofferenza.

Scrivo di quello che mi succede nella mia  vita.. che a volte considero piatta  ma che se lo dicessi in giro mi prenderebbero per matta.

Scrivo perché ho bisogno di esternare, ho bisogno di comunicare, ho bisogno di dire e di sentirmi dire. A volte posso sembrare una “svampita” a discorsi e a parole, a volte una superficiale.. ma non mi interessa quel che sembro.. perché so quel che sono..

Febbraio 24, 2007. Senza categoria. 1 commento.

da sera..a sera..

Ieri sera esco dal lavoro puntuale come un orologio svizzero: è qualche giorno che non sono troppo in forma (malanni stagionali..) ma non me ne curo (non sono molto avvezza a prendere medicinali e a crogiolarmi nel mal di gola.. faccio un po’ di scena, ma finisce lì..). ieri sera però avevo deciso: cena leggera, bagno caldo, piumone.. insomma volevo fare un po’ la malaticcia. E infatti ero partita bene: pesce alla griglia e insalatina con in sottofondo Frank Sinatra (mi era presa così..), dopo ci sarebbe dovuto essere il turno del bagno caldo.. ma non avevo fatto i conti con il cellulare. Getto uno sguardo e vedo che c’è una chiamata persa. Era la T: ok niente fretta posso richiamarla dopo la doccia.. poi la busta di un sms fa capolino “Just.. mi devi aiutare.. mi ha chiamato L.. vuole vedermi..vieni con me ti prego..!”. Mossa dalla curiosità chiamo subito T che mi racconta la telefonata con L  (L è il tipo, astrologo karmico, che abbiamo conosciuto la scorsa settimana): le ha detto che vuol vederla perché ha interpretato la sua carta astrale.. lei non vuole andare da sola e, dato che nonostante tutto al locale mi diverto perché c’è sempre qualche tipo assurdo con cui scambiare due chiacchiere, decido di accompagnarla. In tempo record faccio doccia, capelli e riassetto presenza: altro che bagno rilassante.. la serata inizia a base di uno short di “Big Apple” (ovviamente a base di mela verde.. che mi fa tanto venire in mente una canzone di un cd di qualche anno fa “new york city”..): ovviamente il consulto astrologico era un espediente per invitarci alla serata anche perché la conversazione, pur partendo dal tema, spazia su una miriade altri argomenti più o meno interessanti tra i quali si annoverano la bio-energetica, la sindrome da Don Giovanni e quella da Casanova (alti livelli non c’è che dire..). intanto gli short continuano ad arrivare: si passa alle bacche di cacao.. la musica è più alta. Accanto al nostro tavolo due ragazzi molto giovani che ci osservano facendo apprezzamenti: io che mi diverto con sguardi maliziosi. Uno di loro è davvero piccolo: ha solo 21 anni. Ci guarda estasiato come se fosse stato folgorato da chissà quali visioni (si dice che gli uomini siano attratti dalle donne più mature: ieri sera non so cosa ha visto dato che tra me e la T non facevamo altro che tossire ed eravamo più coperte che al Tonale..). Nuovo short, di assenzio questa volta. La musica accompagna i nostri discorsi. G (il proprietario del locale) mi prende per ballare sulle note di Fantasia di Mina (

“Un sogno fa vedevo te come al solito accanto a me anche se io so che sei a duecento chilometri da me scoprivo poi una città dove non ci si annoia mai la città in cui vivrei se non ci fossi tu Fantasia fantasia fantasia fantasia che mi da le cose che non ho”) improvvisando piroette tra i tavoli. Il ragazzino più giovane è in fibrillazione. Torno al mio tavolo. L mi guarda e dice “altro cielo.. come fai a trovare un uomo che stia al tuo passo..vibri di vita”. detto da lui, che è un Don Giovanni con pedigree, mi fa quasi paura questa affermazione: e non perché mi faccia paura vibrare di vita, non perché abbia paura di non trovare un uomo che ami divertirsi, semplicemente perché rifletto sul fatto che la mia esuberanza, la mia vitalità possa essere considerata un limite.. ce ne andiamo a letto dopo un nuovo short. Mentre chiudo gli occhi penso che sarei dovuta essere già nella fase Rem..

Febbraio 23, 2007. Senza categoria. 2 commenti.

non tocchiamo quel tasto..

Images16 Mentre addento la mia barretta pomeridiana (continuo a perseverare con questa dieta a zona.. sarà perché ne vedo i benefici.. sarà perché fa “tendenza” e si sa che spesso e volentieri sono attratta da talune tendenze così effimere..) e mi cadono le briciole sulle tastiera mi torna in mente una notizia di qualche giorno fa: è stato constatato che ci siano più germi sulla tastiera di una donna curata che sulla “ciambella” del wc.

Mi guardo intorno, osservo le fughe tra un tasto e l’altro, scruto ogni angolo della mia tastiera.. e mi rendo conto che è vero.. tutto vero! In questo metro quadrato di spazio (quello compreso tra tastiera e schermo) ci mangio, mi trucco, passo la crema per le mani.. insomma emetto batteri. Se mi vedo sotto questo punto di vista non mi piaccio mica tanto: eppure il pennellino fornito dal CED per la pulizia degli hardware lo utilizzo con frequenza sistematica, eppure le mani le lavo ogni volta che tocco il cibo, ma niente la tastiera continua ad essere la bara di germi e batteri.. insomma mi devo rassegnare: non sole generatrice di rumenta in quantità industriale perché single (si dice che la categoria generi una quantità pro-capite superiore a quella di una famiglia) ma anche generatrice di batteri perchè ho il vizietto della crema per le mani e del lucidalabbra alla scrivania..

Febbraio 22, 2007. Senza categoria. 2 commenti.

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